La passeggiata... tutto quello che sapevo fare! E quando all'inizio reclutavo le mie cavie per praticare mi sembrava "poca cosa". Schiacciavo avanti, schiacciavo indietro. E vedevo quelli dei corsi superiori che spolliciavano come pazzi e parlavano di punti, meridiani, disarmonie. E mi sentivo come quando da ragazzino avevo il Guzzino 50 mentre gli altri avevano il Garelli 3 marce o il Fantic da cross!!! E come allora, da bravo appassionato di filosofie orientali e di Tai Chi Chuan mi sono concentrato sulla qualità per supplire alla mancanza di quantità.
Ed è così che ho cominciato a sperimentare e a mettere tutta l'anima nelle mie "passeggiate". Mi sono ritrovato a stare per molti minuti su una singola posizione, come pure a scappare o addirittura saltare alcune zone. Il tutto senza apparente motivo. Quindi mi guardavo in giro ma gli altri, quelli bravi, quelli che trattavano come i "veri" non facevano così e, didatticamente, il mio approccio era del tutto sbagliato! Ed era giusto che venissi ripreso: lo Shiatsu è una cosa seria e non puoi "trascendere la tecnica" se prima non l'hai imparata. Ad un certo punto mi sono imposto una regola e le mie passeggiate sono diventate temporizzate come una sessione di nuoto sincronizzato. E all'esamino del primo anno sarebbe servito. Ma ho continuato ad inseguire un modello di passeggata visionario e armonico.
Ho attaccato pezzi, ne ho tolti, ho abbellito con fiorellini, coccoline e stiramenti e pastrugni, che poi ho tolto. Alla fine il mio lavoro ha preso due strade parallele: una integralista ed una coccolosa. La seconda ha poi preso una strada completamente separata dando vita a... bhè... questa è una storia che richiede una discussione a se, la parte integralista ha portato invece ad una riscoperta della passeggiata, integrata ed arricchita di tutti gli aspetti relativi alla pressione, alla percezione, all'apertura della "zona franca". Credo che ci siano alcuni aspetti del risultato finale, della "passeggiata plus" che varrebbe la pena di condividere. Per ora sto raccogliendo le idee e gli appunti.
Se qualcuno volesse inviarmi due righe circa la sua esperienza mi farebbe un bel regalo!
mercoledì 23 luglio 2008
Ritorno alle origini
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1 commenti:
L'hai scritto nel titolo: ritorno alle origini, perche' e' questo, il punto da cui parti all'inizio vuol dire solo la schiena e passaggi su braccia e gambe, non senti, non sai. Poi pero' ci ritorni per sentire, ma anche per accogliere. Io la uso parecchio, come uso parecchio il palmo, anche dopo una combinazione di punti, come se volessi accogliere quello che ho dato o modificato. la uso di fronte ad un problema psichico. All'inizio non e' nulla, assomiglia molto ad un massaggio e non la usi in modo consapevole. Poi quando arriva tutto il resto e tu hai girato e rigirato per l'intero mondo, ci ritorni. Almeno io l'ho fatto, perche' e' una scelta per me. Io conosco anche i tuoi studi coccolosi...ecco, e' una via di mezzo, ovvero mi serve quando ho appena finito qualcosa di estremamente chirurgico o anche quando sento che il ricevente ne ha bisogno. Molti riceventi ricordano alla fine quello o ti guardano con occhi di triglia e ti dicono ''beello'!!!''. in fondo sono convinta che tutti noi abbiamo bisogno di palmo ed e' uno dei miei strumenti prediletti. Quindi la uso ovunque, su braccia, gambe, addome, torace, spalle e schiena. E non e' meno efficace di un approccio chirurgico, tutt'altro. Certo, e' una passeggiata molto diversa da quella dell'inizio, non e' la stessa cosa, ma....e' appunto un ritorno alle orgini, ma con una diversa consapevolezza e con maggiore tecnica, anche se quella la usi dimenticandotela.
bima63@gmail.com
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